Accademia di architettura

Within the technical image : an alternative reading of contemporary Swiss-German architecture

Grignolo, Roberta

In: Form-finding, form-shaping, designing architecture : experimental, aesthetical, and ethical approaches to form in recent and postwar architecture = approcci sperimentali, estetici ed etici alla forma in architettura, dal dopoguerra ad oggi, 2015, p. 145-157

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    Riassunto
    Nel corso degli anni Novanta del XX secolo, l’involucro esterno è diventato un elemento cruciale dell’architettura costruita. Ma tutte le “architetture epiteliali” possono essere lette secondo le medesime chiavi di lettura? Il testo indaga cosa si cela dietro o, ancora meglio, dentro agli spettacolari involucri dell’architettura recente e alle loro forme apparentemente arbitrarie. Lo fa attraverso diversi casi studio, tra cui numerose architetture recenti della Svizzera tedesca, mettendo in luce come non tutti i casi possano essere letti come esito di un processo arbitrario. L’architettura svizzera poggia su di una tradizione costruttiva consolidata: l’architettura consiste prima di tutto nel costruire correttamente. A questo si aggiunge il fatto che gli architetti svizzeri contemporanei hanno sviluppato una precoce consapevolezza delle questioni relative alla sostenibilità: già dagli anni Settanta, prima della maggior parte delle nazioni europee, i regolamenti federali pongono un’attenzione crescente alla sostenibilità del parco costruito e promuovono la sperimentazione in questo campo. Così contestualizzato, l’approccio degli architetti svizzeri pare dunque eminentemente realistico: l’ineluttabile stratificazione dell’involucro moderno, che decreta di fatto la sparizione della struttura dall'immagine dell’edificio, viene assunto dagli architetti svizzero-tedeschi non solo per le sue performances tecniche, ma anche per il suo potenziale formale e progettuale. Il progetto dell’involucro esterno diventa così per loro occasione per mettere in evidenza gli elementi costruttivi e i loro assemblaggi, aprendo la via a quella che può essere definita una “tettonica del rivestimento”.